Helen of Troy (2003)

  • Regia: John Kent Harrison
  • Attori principali:Sienna Guillory, Matthew Marsden, John Rhys-Davies, Rufus Sewell, Emilia Fox, Maryam d’Abo
  • Sceneggiatura: Ronni Kern
  • Produzione: USA Network
  • Distribuzione
  • Paese: Stati Uniti, Malta
helen of troy

Helen of Troy del 2003 trasmessa in Italia da Italia 1

Eh sì, tutti o quasi conosciamo l’Iliade di Omero, e forse non c’è bisogno di un ulteriore racconto, ma Re Menelao non è d’accordo con tutto ciò e ci propone la sua visione della storia, piena di passione, dolore e sottomissione.

Racconta un’avventura che si sviluppo nel 1250 A.C. ma che, per certi versi è molto attuale. Personaggi molto ben delineati propongono la loro visione della guerra. Chi per difendere un amore, chi per difendere una donna, chi per ritrovarla, chi invece per potere, tutte motivazioni che non valgono comunque una guerra.

Menelao, il protagonista incontrastato del film, viene abilmente nascosto dal regista che cerca di proporre Elena come uno specchietto per le allodole. Ma aspetta, non è forse esattamente ciò che è successo in quella guerra? La scusa di riavere Elena, per conquistare un avamposto importantissimo per il commercio.

Agamennone che manovra tutti per i suoi interessi personali, sembra un po’ eccessivo, ma se lo portiamo ai giorni nostri e invece che a Troia lo mettiamo in un qualsiasi palazzo del potere cambierebbe qualcosa?

Il regista usa il tempo lungo che ti regala una serie tv (seppur di due puntate solo), per regalare allo spettatore dei momenti di poesia psicologica, dove Menelao spiega ad Elena e a tutti gli spettatori (utilizzando un fermo immagine) cosa può fare l’amore (per lui) o la sete di potere (per gli altri), o in conclusione quando Elena guarda le due stelle luminose in cielo che potrebbero essere Teseo e Paride.

Helen of Troy: conclusioni

Pur essendo una serie di più di tre ore, scorre in maniera molto liscia senza annoiare mai, e senza mai dare un senso di ripetizione o pesantezza. Ci sono parecchie “licenze poetiche” se così possiamo definirle, come ad esempio Achille pelato, muscoloso e di una cattiveria fuori dal comune (che ricorda vagamente Serse di 300, film che uscirà qualche anno dopo).

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Altra mancanza del film sono i personaggi essenziali di Enea e Patroclo, che probabilmente non sono stati inseriti perché per il regista non è importante ai fini del racconto di Menelao o di Elena.

È evidente, inoltre, come si cerca di trasportare la storia ai giorni nostri creando dei parallelismi che meriterebbero di essere analizzati con molta calma.

Interpretazioni veramente sopra la media, come quella di Rufus Sewell (Agamennone) o Matthew Madsen (Paride).

Spettacolare l’interpretazione di Sienna Guillory (Resident Evil, The Time machine, ecc.), che regala ad Elena la voglia di essere donna amata e che riesce a fare in modo che anche nelle scene di nudo lo spettatore sia preso di più dalla sua personalità e infelicità che dal nudo stesso.

Quell’essere nuda non è solo una cosa fisica ma anche e soprattutto una sua caratteristica: lei era ciò che dimostrava di essere senza nascondere nulla.

Interessante anche l’interpretazione di John Rhys-Davies (Gimli nel Signore degli Anelli e Sallah in Indiana Jones) che propone un re Priamo molto convincente.

Un’ultima particolarità di Helen of Troy è la non neutralità del regista, che trova in Menelao il suo eroe: un po’ troppo buono e sottomesso, alla fine sembra che l’unico sfortunato sia lui, che si ritrova vivo e con Elena…

Attenzione, esiste anche una versione DVD in modalità film della stessa durata delle due puntate

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