Lo schermo che imparava a stupire. Capitolo 27. Il cinema popolare

Se gli autori consolidati tenevano viva l’eredità della Nouvelle Vague, negli anni ’80 e ’90 il cinema francese trovò nuova linfa nel cinema popolare: spettacolare, colorato, a volte patinato, ma capace di conquistare pubblico e mercato internazionale. È il periodo in cui nasce il cosiddetto cinéma du look, in cui registi come Luc Besson e Jean-Jacques Beineix portano sullo schermo un’estetica moderna, fatta di immagini seducenti, luci al neon e ritmo narrativo vicino al videoclip.


Luc Besson e il “cinéma du look”

Il protagonista indiscusso di questa stagione è Luc Besson. Con Subway (1985) lancia un nuovo linguaggio visivo, fatto di scenografie artificiali e atmosfera underground. Ma è con Le Grand Bleu (1988) che diventa fenomeno culturale: la storia di due apneisti rivali diventa un film generazionale, amatissimo dai giovani francesi e cult in tutta Europa.

Negli anni ’90 Besson firma una serie di successi che lo consacrano autore di spettacolo internazionale: Nikita (1990), Léon (1994), con un giovanissimo Jean Reno e Natalie Portman, e infine Il quinto elemento (1997), kolossal di fantascienza visionaria che porta la Francia nel cuore della Hollywood anni ’90.

Besson è il regista che più di tutti riesce a trasformare il cinema francese in prodotto globale, aprendo la strada a una nuova concezione di intrattenimento europeo.


Gli attori francesi nel mondo

Parallelamente, gli anni ’80 e ’90 vedono il successo internazionale di attori e attrici francesi.

  • Gérard Depardieu diventa il volto maschile della Francia: protagonista di commedie e drammi, ottiene fama mondiale con Cyrano de Bergerac (1990), vincitore del premio a Cannes e candidato all’Oscar.
  • Juliette Binoche, dopo Rendez-vous (1985) e L’insoutenable légèreté de l’être (1988), esplode con Bleu di Kieslowski (1993) e vince l’Oscar con Il paziente inglese (1996).
  • Isabelle Adjani conquista il pubblico con ruoli intensi come in Possession (1981) e Camille Claudel (1988).
  • Jean Reno, lanciato da Besson, diventa volto familiare anche a Hollywood, apparendo in Mission: Impossible (1996) e Godzilla (1998).

Grazie a queste figure, il cinema francese riesce a imporsi nel mercato internazionale non solo con i registi, ma anche con i suoi interpreti.


Le commedie popolari

Accanto al cinema spettacolare e agli autori di fama, il pubblico francese continua ad amare la commedia popolare. Negli anni ’80 e ’90 nomi come Pierre Richard, Coluche e in seguito i film con Christian Clavier e Thierry Lhermitte (dal filone de Le Splendid) diventano appuntamenti fissi per le sale.

Le commedie francesi non hanno quasi mai lo stesso impatto internazionale dei drammi o dei kolossal di Besson, ma rappresentano un solido zoccolo commerciale, capace di attirare milioni di spettatori in patria e di mantenere viva la produzione. Sono film che riflettono i tic e le ossessioni quotidiane dei francesi, tra satira sociale e puro intrattenimento.


Francia, tra pop e autorialità

Negli anni ’80 e ’90 il cinema popolare francese dimostra che si può essere commerciali senza rinunciare a uno stile riconoscibile. Se Hollywood domina con i suoi blockbuster, la Francia risponde con una via propria: film spettacolari, patinati e capaci di lanciare star internazionali, senza smettere di coltivare la sua tradizione autoriale.

Luc Besson, Binoche, Depardieu, Adjani, Reno: nomi che, in modi diversi, portano il cinema francese oltre i confini nazionali, contribuendo a un periodo di vitalità e visibilità globale.

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